Invito a pranzo nel Rinascimento.

Qualche settimana fa sono stata invitata a partecipare ad una mostra dedicata ai banchetti nella Udine del' 500 intitolata " Mense e Banchetti nella Udine Rinascimentale".


Rendez-vous davanti alla biglietteria dei civici musei di Udine che dal 1906 sono ospitati nelle sale del castello di Udine. Qui sono stata raggiunta da altre 7 blogger  pronte anch'esse a immergersi nell'atmosfera rinascimentale creata dalle due nostre guide: Micaela Piorico, archeologo e Elisa Pallavicini esperta in cucina rinascimentale .



Molte le scoperte... Quali? Beh sicuramente la più interessante è quella che riguarda il primo ricettario stampato, il " DE HONESTA VOLUPTATE ET VALETUDINE " del Platina del 1480, stampato a Cividale.
Questo più che un ricettario era una specie di trattato su come il cibo doveva essere trattato e come doveva essere somministrato. Il cibo infatti veniva diviso in quattro:
-  caldo
- freddo
- umido
- secco
ed in base a questa suddivisione veniva  somministrato anche a stregua di medicina.




Nei 600 reperti esposti ( tutti provenienti da udine) ritroviamo la storia di una città ricca e vivace, di corti nobiliari che preferirono costruire la loro dimora in città abbandonando i castelli nelle vicinanze e che vedevano i banchetti come occasione di dimostrare la loro ricchezza e importanza.
Massimo esempio di famiglia nobile udinese fu la famiglia Savorgnan, che aveva la sua dimora in Piazza Venerio dove molti dei reperti sono stati ritrovati durante degli scavi: da intere collezioni di stoviglie in  ceramica graffiata, tecnica utilizzata anche a Udine a delle vere ceramiche di Faenza e provenienti dalla Spagna.







Il Banchetto ovviamente era prerogativa dei nobili ed era curato nei minimi particolari.
Le portate erano moltissime  (basti pensare che durante un banchetto in onore di Carlo V furono servite oltre 700 portate ) e le cucine erano organizzate come dei veri e propri ristoranti moderni dove fondamentali erano alcune figure: dal cuoco colui che doveva occuparsi di tutto il cibo e che doveva avere grandissime competenze  anche poi nel trasformare in un secondo tempo gli avanzi al Trinciante che aveva la sola funzione di lavorare la carne, tagliarla e servirla ai commensali.
Ma colui che era responsabile della buona riuscita della cena era lo scalco, vero e proprio maitre della serata. suo era il compito dell'apparecchiatura, fondamentale nella ricerca di prestigio, suo il compito di gestire il servizio e di dirigere i camerieri.
E  poi il cibo quello mangiato, dove scopriamo che la materia fresca era simbolo di ricchezza, che  il vino era già considerato fattore di prestigio ma veniva diluito con l'acqua e veniva importato dalla Francia o dalla Spagna. si preferiva il bianco e meglio se era dolce.
L'acqua era difficile da reperire e veniva diluita con il vino perché si pensava che questo avendo l'alcool la sanificasse..
Il latte e i suoi derivati erano utilizzati poco . venivano serviti solo formaggi stagionati e venivano utilizzati nei piatti dolci.


Una bellissima giornata di nuove conoscenze e un esperienza per me nuova.
Alla prossima !!!

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