Pust: il carnevale della Val Resia


La Val Resia è una valle magica, una valle alle porte delle Prealpi Giulie e chiuso a Est dal massiccio del monte Canin.
Questo suo isolamento ha fatto si che la popolazione di ceppo slavo che qui è arrivata a seguito dei Longobardi  abbia mantenuto vive alcune caratteristiche e tradizioni uniche .
Caratteristica è  la lingua parlata, una lingua dì matrice paleo-slava incomprensibile al di fuori della valle e come importanti sono i riti di grande interesse come il Carnevale - il Pust - e il ballo tipico resiano dalla melodia ipnotica.





Le figure principali del Carnevale resiano sono le Lipe bile maskire, le belle maschere bianche, vestite di bianco, agghindate da nastri colorati e copiosi copricapi decorati con fiori di carta crespa a simboleggiare la primavera. 
Accanto a loro i Babaci, le maschere brutte, vestite con abiti vecchi e stracci.
Il carnevale vuole simboleggiare il passaggio dall'inverno alla primavera, si balla per scacciare il periodo freddo e buio e per dare il benvenuto alla nuova stagione.
E per festeggiare si balla accompagnati dalla musica tipica resiana, una melodia che coinvolge.
Il  ballo ha un ritmo frenetico e incalzante dove i ballerini danzano senza mai toccarsi, girando su se stessi e scambiandosi di posto con il proprio ballerino fino al cambio di tonalità quando tutti battono energeticamente il piede a terra.




Un'altra caratteristica del Pust è la musica anch'essa di origini arcaiche.
Gli strumenti principali sono due : il violino ( cïtira ) e il violoncello ( bünkula) modifica rispetto agli strumenti tradizionali. C'è un terzo strumento, fondamentale per assicurare il ritmo ed è il battito del piede, ogni venti battiti si cambia piede ( così mi ha spiegato una gentile signora del posto ).
Non c'è uno spartito, i musicisti imparano a suonare ad orecchio e il più delle volte improvvisano.



Ovviamente come tutti i carnevali che si rispettano non sono mancati i classici travestimenti che hanno coinvolto adulti e bambini e le melodie resiane hanno coinvolto tutti nel ballo.
Il Carnevale però non è ancora finito e mercoledì 1° marzo culminerà con il funerale del Babac, un fantoccio che simboleggia il carnevale.

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