lunedì 12 febbraio 2018

Bjana: gli spumanti del Brda

Magari non lo sapere ma ho una leggera passione per la Slovenia, i suoi paesaggi e i suoi vini.
Ed è proprio in una delle tante escursioni oltre confine che ho scoperto,in un piccolo paesino, questa piccola cantina che produce prevalentemente spumanti metodo classico.

una vista sul Brda

Ci troviamo a Biljana, un piccolo centro abitato del Brda ( ossia del Collio sloveno) non lontano dal confine italiano di Vencò.
La cantina  prende il nome dal paese, Bjana ed è di  proprietà di Miran Sirk. Si trova  all'interno del maniero Dorišče costruito dai conti di Gorizia nel XIII secolo, acquistato dal nonno del produttore alla fine della prima guerra mondiale e poi ristrutturato.

( photo credits Bjana )

Interamente costruita nella roccia, la cantina è una delle più antiche della zona ed è perfetta per far riposare  le bottiglie con i loro lieviti in attesa della sboccatura.

la cantina vecchia


la cantina di affinamento

L'idea di base nella produzione di questi vini e quella di lasciar fare alla natura . Ed è per questo che tutti gli spumanti Bjana sono prodotti secondo metodo classico.
In cosa consiste? Ora ve lo spiego.
La vinificazione (produzione) del vino fermo di base avviene per varietà in serbatoi in acciaio inox o in botti di rovere da 225 litri (barrique) per lo spumante Cuvée Prestige. 
L'uva,accuratamente scelta viene pressata immediatamente, dopo di che a questa, viene aggiunto il preparato  pied de cuve(lieviti) che da avvio alla fermentazione .
Quando i vini base maturano si preparano gli assemblaggi per i vari tipi di spumante prodotti.
L'uvaggio preparato viene imbottigliato e viene aggiunto un nuovo pied de cuve per la fermentazione secondaria, che produce spumante dal vino fermo. Dopo la seconda fermentazione nelle bottiglie si forma la feccia sulla quale il vino matura. Questa fase è una delle più importanti nella produzione perché è in questo momento che il vino acquisisce il suo aroma. Più il tempo di maturazione è lungo più lo spumante ha un sapore e un aroma ricco. 
Lo spumante matura in bottiglie fino alla sboccatura quando, con un o speciale procedimento , viene   tolto il residuo di fecce. A questo punto passata la seconda fermentazione viene aggiunto dello sciroppo di dosaggio che definisce  la percentuale di dolcezza.





Da quest'operazione vengono prodotti diversi tipi di spumante:

Brut classico: ottenuto da una percentuale variabile di chardonnay e ribolla gialla a seconda delle annate con un affinamento sui lieviti di 24 mesi.
Brut rosè : 75% pinot nero e 15% Ribolla Gialla
Cuveè prestige: Si tratta di una spumante millesimato prodotto con uva chardonnay e ribolla gialla con uva proveniente da vecchi vigneti. La vinificazione della base avviene in botti di rovere francesi e l'affinamento sui lieviti avviene per almeno 42 mesi
Brut zero :  uno spumante d'annata ( millesimato ) dato da chardonnay e ribolla senza aggiunta di sciroppo di dosaggio e prevede un affinamento minimo di 36 mesi. L'uva proviene da vecchi vitigni dove la crescita è minima e la qualità dell'uva è migliore.

(  photo credit Bjana )

La struttura ha anche alcune camere matrimoniali per chi volesse fermarsi e partire alla scoperta delle vicinanze: dal castello di Dobrovo ( qui ), al bellissimo borgo medievale di Smartno ( qui )


Per info: 

Bjana

Miran & Petra Sirk
Biljana 38, Si-5212 Dobrovo
Brda • Slovenija 



mercoledì 7 febbraio 2018

Il Pust delle Valli del Natisone




Anche quest'anno è arrivato il carnevale e se l'anno scorso vi ho portato con me alla scoperta del carnevale resiano ( qui ), quest'anno è la volta del Pust delle Valli del Natisone.
Le valli del Natisone sono un luogo misterioso nascosto tra le prealpi Giulie : si tratta di quattro valli selvagge con torrenti che scorrono tra forre, cascate e grotte e piccoli centri abitati dalle tipiche casette in pietra e legno. Ed è proprio questo loro isolamento che ha fatto si che molte leggende e fese tradizionali siano giunte fino a noi.



Tra queste c' è il Pust V Benečije, un carnevale arcaico e misterioso legato da sempre al conflitto tra chiesa e paganesimo, dall'antagonismo tra male e bene.
il Pust ( il diavolo) è rappresentato vestito con colori accesi contrastanti con il viso dipinto di rosso o nero mentre si muove tra la gente disturbandola con delle tenaglie allungabili ( kliesce ) e spaventando i bambini con i campanacci. Da qui la nascita delle Pustaje le maschere tipiche, con i vestiti decorati da fettucce multicolore e il cappello a cono.


Pustaje





Ma il Carnevale delle valli non è solo questo. Esistono molte altre figure storiche come le maschere facciali in latta di Stregna, le maschere in vimini di Clodig e le maschere che richiamo gli animali come il gallo e la gallina di Mersino o la mucca di Azzida.

maschere di vimini

il gallo e la gallina di Mersino e la mucca di Azzida




Tra tutte si distinguono per la loro tradizione i Blumarji di Montefosca.
Il loro travestimento prevede una tuta bianca, con dei campanacci legati sulla schiena e degli altissimi cappelli a cono con delle strisce di stoffa colorata. 

Blumarji




La tradizione vuole che ogni anno il martedì grasso i giovani maschi non sposati del paese, in numero dispari, debbano percorrere fino al tramonto un itinerario prefissato tante volte quanti sono i partecipanti ( mai meno di 5 o pi di 11).
Si tratta di un vero e proprio rito di iniziazione che vede il passaggio dall'età infantile a quella adulta.

Blumarij donne

Timau


Alla manifestazione hanno partecipato anche gruppi sloveni e due famosi carnevali storici : quello di Sauris con le famose maschere lignee e quello di Sappada con i tipici Rollade, la maschere tipica del paese.

il gruppo Sloveno




carnevale saurano


il carnevale Sappadino

i Rollade

sabato 24 giugno 2017

Tra tradizioni e artigianato: il mazzetto di San Giovanni

Avete mai sentito parlare della notte magica di San Giovanni?
Nella nostra regione è una tradizione che ancora molti hanno a cuore e che viene tutt'ora rispettata in  alcune aree della Carnia e nella Valli tra il Torre e il Natisone.
Tra i molti riti che vengono svolti in questa nottata, io voglio parlarvi del mazzetto di San Giovanni .

il mio mazzetto di San Giovanni 

Tradizione vuole che nella notte del 23 giugno , la notte più breve dell'anno,vengano raccolte le erbe propiziatorie che formeranno il mazzetto. Durante la notte questo dev'essere lasciato all'aria aperta così potrà essere bagnato dalla rugiada che lo renderà magico. 
Le erbe che non possono mancare nel mazzetto sono: iperico, salvia, menta, rosmarino, artemisia, lavanda e barba di capra. Queste assumono proprietà curative e propiziatorie e una volta passata la notte potranno essere essiccate e appese all'uscio di casa a garanzia di un buon anno e conservato fino al giugno successivo.




Tra gli altri usi popolari legati a questa giornata ci sono i Fuochi si San Giovanni una ritualità celtica legata al sacro fuoco, durante le quali grandi falò vengono accesi da contadini nei campi per augurarsi dei buoni raccolti.
Un'altra credenza secolare è che in questa fase dell'anno le streghe fossero solite darsi appuntamento tra la notte tra il 23 e il 24 giugno attorno ad un albero di noce, e con i frutti di questi alberi, colti ancora verdi e bagnati dalla rugiada nella notte di San Giovanni si preparava il nocino, liquore considerato terapeutico.


Lavanda propiziatoria - mazzetti e coroncine  da il Fiorificio di Trieste

Per l'occasione i commercianti di Largo del Pecile, a Udine hanno organizzato anche quest'anno una giornata evento per tramandare questa tradizione, coinvolgendo le varie attività commerciali della zona e alcuni artigiani regionali con i loro banchetti di prodotti rigorosamente handmade.


le Furlane de Lis Furlanis

il magico mondo delle ceramiche di  Tramai

la torta salata con le erbe di San Giovanni de L'alimentare

I bellissimi kokedama di Maria Grazia Barbierato e le pillole di giardino di Antonio Stampanato

A completare il tutto la possibilità di comporre il proprio mazzetto con la consulenza  di persone esperte in grado di spiegare le proprietà delle erbe e la credenza  che gli  ruota attorno.
Io il mio lo preso da Il giardino commestibile e per non farmi mancare nulla, non ho potuto resistere alla bontà della torta salata con le erbe magiche de L' alimentare ( di cui vi parlerò presto).

Le custodie porta libri di book à porter









lunedì 27 febbraio 2017

Pust: il carnevale della Val Resia


La Val Resia è una valle magica, una valle alle porte delle Prealpi Giulie e chiuso a Est dal massiccio del monte Canin.
Questo suo isolamento ha fatto si che la popolazione di ceppo slavo che qui è arrivata a seguito dei Longobardi  abbia mantenuto vive alcune caratteristiche e tradizioni uniche .
Caratteristica è  la lingua parlata, una lingua dì matrice paleo-slava incomprensibile al di fuori della valle e come importanti sono i riti di grande interesse come il Carnevale - il Pust - e il ballo tipico resiano dalla melodia ipnotica.





Le figure principali del Carnevale resiano sono le Lipe bile maskire, le belle maschere bianche, vestite di bianco, agghindate da nastri colorati e copiosi copricapi decorati con fiori di carta crespa a simboleggiare la primavera. 
Accanto a loro i Babaci, le maschere brutte, vestite con abiti vecchi e stracci.
Il carnevale vuole simboleggiare il passaggio dall'inverno alla primavera, si balla per scacciare il periodo freddo e buio e per dare il benvenuto alla nuova stagione.
E per festeggiare si balla accompagnati dalla musica tipica resiana, una melodia che coinvolge.
Il  ballo ha un ritmo frenetico e incalzante dove i ballerini danzano senza mai toccarsi, girando su se stessi e scambiandosi di posto con il proprio ballerino fino al cambio di tonalità quando tutti battono energeticamente il piede a terra.




Un'altra caratteristica del Pust è la musica anch'essa di origini arcaiche.
Gli strumenti principali sono due : il violino ( cïtira ) e il violoncello ( bünkula) modifica rispetto agli strumenti tradizionali. C'è un terzo strumento, fondamentale per assicurare il ritmo ed è il battito del piede, ogni venti battiti si cambia piede ( così mi ha spiegato una gentile signora del posto ).
Non c'è uno spartito, i musicisti imparano a suonare ad orecchio e il più delle volte improvvisano.



Ovviamente come tutti i carnevali che si rispettano non sono mancati i classici travestimenti che hanno coinvolto adulti e bambini e le melodie resiane hanno coinvolto tutti nel ballo.
Il Carnevale però non è ancora finito e mercoledì 1° marzo culminerà con il funerale del Babac, un fantoccio che simboleggia il carnevale.

Bjana: gli spumanti del Brda

Magari non lo sapere ma ho una leggera passione per la Slovenia , i suoi paesaggi e i suoi vini. Ed è proprio in una delle tante e...